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Lars von Trier

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Lars von Trier, pseudonimo di Lars Trier (Copenaghen, 30 aprile 1956) è un regista, sceneggiatore, attore, direttore della fotografia e montatore danese.

Celebre per aver lanciato, insieme a Thomas Vinterberg, il movimento Dogma 95, oltre che per i suoi atteggiamenti anticonformisti e controversi che hanno spesso attirato l'attenzione della stampa, Von Trier è in breve tempo diventato uno degli autori cinematografici più innovativi ed influenti del cinema contemporaneo.

Lars Trier dà all'aggiunta del von al suo nome un valore molto profondo e radicato in sé.

Suo nonno, Sven Trier, amava raccontare che durante il suo soggiorno in Germania, il suo nome abbreviato Sv. venne confuso con von, per cui tutti lo chiamavano Sven von Trier.

Molti degli artisti che Lars ama hanno aggiunto un titolo nobiliare al proprio nome: Edward Kennedy Ellington si faceva chiamare Duke Ellington, così come William Allen Basie diventò Count Basie, per non parlare dei registi Josef von Sternberg o Erich von Stroheim che aggiunsero entrambi il von arbitrariamente.

Unendo questi elementi al fatto che nel 1975 diventa "vittima", come dice lui stesso, "di un'enorme autovenerazione", Lars adotta questo titolo nobiliare. La sua prima apparizione pubblica è nel 1976, quando su un quotidiano locale pubblica un articolo su Strindberg intitolato Al limite della follia, firmato da Lars von Trier.
Fobie

Lars von Trier è famoso per le fobie che lo torturano. Viaggia solo in auto o in treni di una determinata compagnia: ogni anno attraversa l'Europa in camper per recarsi al Festival di Cannes. Non viaggia in aereo, e questo gli preclude spostamenti troppo lontani: durante alcune scene di Le onde del destino che si svolgono su una chiatta sull'oceano, il regista ha seguito le riprese a distanza, sulla terra ferma. Inoltre non fa un segreto della propria ipocondria; è sempre convinto di avere qualche tipo di cancro o tumore, e se ne lamenta spesso: "Io [di fobie] ne ho da vendere." Von Trier ha sofferto anche di lunghi periodi di depressione.

All'età di 13 anni, probabilmente grazie al fatto che lo zio Børge Høst lavora nel cinema come regista e sceneggiatore, ha un ruolo nella serie televisiva Hemmelig sommer (1969) (L'estate segreta) di Thomas Winding, mentre cresce la sua passione per la cinematografia grazie alla cinepresa a 8 millimetri della madre.

Trova impiego alla Statens Filmcentral come consulente, e questo gli consente di utilizzare strumenti professionali, soprattutto per la fase di montaggio.

Nel 1977 gira i suoi primi due cortometraggi: Orchidégartneren (Il giardiniere delle orchidee) e Menthe - la bienheureuse (Menthe - la ragazza felice), quest'ultimo girato in francese.

Vince il concorso per entrare al Danish Film Institute, con cui realizza altri film, Nocturne e Befrielsesbilleder (Immagine di una liberazione), scritti dal compagno di corso Tom Elling.

Ma il primo vero successo arriva nel 1984 con L'elemento del crimine (Forbrydelsens element), scritto ancora una volta con l'amico Tom Elling e Niels Vørsel. Il film, un insuccesso in patria, vince parecchi premi all'estero, tra cui quello per il miglior contributo tecnico al Festival di Cannes.

Il film fa parte di un'ideale trilogia, "Europa", ma questa denominazione non ha alcun legame con la geografia: Europa è uno stato mentale. Il secondo episodio è Epidemic (1987), girato con pochi mezzi, tanto che i ruoli principali sono coperti da von Trier stesso e dal co-sceneggiatore Niels Vørsel. Nel film è presente Cæcilia Holbek, la prima moglie del regista, che compare anche nel terzo episodio della trilogia, Europa (1991), in cui lo stesso von Trier interpreta una piccola parte: il suo personaggio, un ebreo, viene considerato un omaggio alle origini ebraiche perdute. Tutti i film della trilogia sono degli insuccessi in patria, ma riescono a ottenere premi in altri paesi europei.

Nel 1992 fonda la casa di produzione cinematografica Zentropa assieme al produttore Peter Aalbæk Jensen.

Le onde del destino (Breaking the Waves, (1996) è il primo film realizzato da von Trier dopo aver redatto il manifesto Dogma 95, ma l'opera è un compromesso tra lo stile precedente del regista e quello del manifesto stesso. La pellicola che viene girata secondo i dettami del Dogma 95 è Idioti (Idioterne, 1998).

Nel 2000 riesce a ottenere un grande riscontro al botteghino con Dancer in the Dark, interpretato dalla cantante islandese Björk. Il film è un musical sui generis ed è uno dei primi ad usare la tecnica di ripresa completamente digitale.

Il successo ottenuto dal film consente a von Trier di poter ingaggiare una diva hollywoodiana come Nicole Kidman per il suo Dogville del 2003. Si tratta della prima opera di una nuova trilogia, che ha questa volta come protagonisti gli Stati Uniti d'America. Il secondo capitolo del progetto è Manderlay, in cui Bryce Dallas Howard prende il ruolo che fu della Kidman. Prima di concludere la trilogia "America: terra dell'opportunità", von Trier scrive e dirige una commedia ambientata nel mondo aziendale: Il grande capo (Direktøren for det hele, 2006), cui dovrebbe seguire Washington. Nel 2009 realizza Antichrist, un "horror gotico" (classificazione discutibile) definito da CIAK un capolavoro delirante; per alcune scene, come avvenuto con Idioti, utilizza attori pornografici professionisti. L'idea generale del film è stata ispirata dal libro L'anticristo del filosofo Friedrich Nietzsche. La protagonista Charlotte Gainsbourg vince a Cannes il premio d'interpretazione, assegnato due anni dopo a Kirsten Dunst per il suo ruolo di sposa depressa nell'apocalittico Melancholia, vincitore di tre European Film Awards: miglior film europeo dell'anno, miglior fotografia (Manuel Alberto Claro) e migliore scenografia (Jette Lehmann).

Il 25 dicembre 2013 esce a Copenaghen Nymphomaniac, con Charlotte Gainsbourg. Le riprese sono iniziate in Germania nell'estate del 2012: la Gainsbourg interpreterà Joe, una donna che racconta la sua relazione sessuale all'anziano professore universitario Seligman, interpretato dall'attore svedese Stellan Skarsgard. Von Trier gira due versioni del film, una soft e un'altra hardcore, utilizzando anche qui attori hard come controfigure. L'uscita nelle sale cinematografiche italiane è prevista a marzo 2014 [11].

Già il 3 maggio 1984, in occasione dell'uscita de L'elemento del crimine, von Trier pubblica il suo primo manifesto, una dichiarazione d'intenti in cui focalizza l'identità attiva e non passiva del regista (il regista "maschio" contrapposto al film "femmina"). Il 17 maggio 1987, per l'uscita di Epidemic, pubblica un altro manifesto inneggiante alla "bazzecola": è nelle opere minori che si trovano i capolavori. Il 29 dicembre 1990 esce il suo terzo manifesto per Europa, in cui si autodefinisce "masturbatore dello schermo".

Ma è del 13 marzo 1995 il vero decalogo registico, il "voto di castità" che von Trier firma insieme ad altri registi: il Dogma 95, un progetto artistico con l'idea di produrre film minimalisti, ad esempio con la tecnica della telecamera a spalla, o con minore utilizzo della musica. L'idea di partenza è di fare 5 film secondo queste regole, ma il manifesto ha trovato tanti di quei consensi in così tanti registi, che attualmente ne sono stati girati centosette, provenienti da tutto il mondo, anche dall'Italia: Dogma#35 - Così x caso di Cristano Ceriello e Dogma#107 - Radikal Idioterne di Roberto Schinardi.

Anche se non le ufficializza più, il regista ama sempre le regole e ne crea sempre di nuove ad ogni suo film, come lo si vede fare ne Le cinque variazioni (De fem benspænd, 2003). Un esempio viene anche da The Humiliated (De udstillede, 2000), un documentario che segue le riprese di Idioti, e dove si vede von Trier imporre regole e trattare a volte duramente i propri attori: perché è così, a sua detta, che ottiene il massimo da loro.

Filmografia.
Lungometraggi.

    L'elemento del crimine (Forbrydelsens element) (1984)
    Epidemic (1987)
    Medea (1988) - Film TV
    Europa (1991)
    Le onde del destino (Breaking the Waves) (1996)
    Idioti (Dogme#2: Idioterne) (1998)
    Dancer in the Dark (2000)

dancer-in-the-dark-2000-storDancer in the Dark è un film del 2000 diretto da Lars von Trier, vincitore della Palma d'oro per il miglior film al 53º Festival di Cannes.

La pellicola del regista danese rappresenta uno dei più originali ed innovativi musical degli ultimi anni, girato interamente con la camera a mano, traballante e a volte quasi "ubriaca".

Solamente quando la protagonista Selma (Björk) si lascia andare al canto e al ballo, le sue passioni, ed evade dalla realtà quasi sognando, dando vita ai momenti musicali del film, vengono usate più telecamere contemporaneamente (addirittura 100 in una delle scene principali, quella del treno).

Estremamente drammatico, è stato definito dallo stesso autore una sorta di anti-musical.

Continua a leggere la recensione del film in questa pagina


    Dogville (2003)
    Le cinque variazioni (De fem benspænd) (2003)
    Manderlay (2005)
    Il grande capo (Direktøren for det hele) (2006)
    Antichrist (2009)
    Melancholia (2011)
    Nymphomaniac (2013)

Cortometraggi.

    Il giardiniere delle orchidee (Orchidégartneren) (1977)
    Menthe - la ragazza felice (Mynthe - Der lyksalige) (1979)
    Nocturne (1980)
    L'ultimo particolare (Den sidste detalje) (1981)
    Immagini di una liberazione (Befrielsesbilleder) (1982)
    Occupation (2007)

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