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La Casa di Carta (1a stagione)

La prima stagione della serie televisiva La casa di carta è stata trasmessa da Antena 3 dal 2 maggio al 23 novembre 2017.

In italiano la serie è stata pubblicata il 20 dicembre 2017 (prima parte), il 6 aprile 2018 (seconda parte) e il 19 luglio 2019 (terza parte) da Netflix.

Nelle prime due parti gli episodi originali sono in totale 15 con una durata di 70-75 min, mentre Netflix ha ridotto la durata a 40-50 min, pubblicando così un totale di 22 episodi (13 nella prima parte e 9 nella seconda).

Episodio 1

Trama
A ciascun componente della banda viene dato il nome di una città: Tokyo, narratrice della storia, il cui compagno è appena morto dopo uno scontro a fuoco per un furto; Mosca e Denver, padre e figlio; Berlino, eletto dal Professore a capo delle operazioni; Nairobi, l'altra donna del gruppo; Rio, giovane hacker; Helsinki e Oslo, gemelli serbi. Tutti i componenti hanno dei precedenti penali, tranne il Professore, scomparso da qualsiasi database da molti anni. Il Professore impone al gruppo di non indagare né esporre le proprie vite personali e reali identità, né di instaurare relazioni sentimentali. Il colpo dovrà essere pulito: l'obiettivo è esclusivamente il furto, quindi il Professore impone di non uccidere o ferire nessun ostaggio. I protagonisti si nascondono per cinque mesi in una tenuta nelle campagne di Toledo per prepararsi adeguatamente, facendo tutte le simulazioni necessarie. Le regole imposte dal Professore non vengono rispettate da Rio e Tokyo, i quali iniziano una relazione (Tokyo ha 12 anni più di Rio). Arriva il giorno della rapina: il Professore agisce in remoto, dando istruzioni ai suoi che sono all'interno della zecca. Tutto il gruppo indossa sul viso una maschera con il volto di Salvador Dalí per non farsi riconoscere dalla polizia e dagli ostaggi. Con un ingegnoso espediente riescono a entrare nella zecca di stato e gli occupanti vengono presi in ostaggio, a ciascuno viene sottratto e spento il proprio cellulare. Tutto sembra filare liscio: gli ostaggi sono vivi, nessuno è ferito, qualsiasi comunicazione col Professore è tramite un sistema analogico, irrintracciabile dai sistemi radio, e la banda riesce a violare il caveau impossessandosi delle banconote. Il piano prevede che il gruppo simuli un inefficace tentativo di fuga col bottino, sparando a terra senza ferire nessuno delle forze di polizia giunte sul posto, e sia costretto a rientrare nell'edificio. Ma qualcosa non va per il verso giusto: Tokyo, anticipando i tempi dell'azione, consente alla polizia di colpire Rio e costringe gli altri membri a sparare ad altezza d'uomo per riguadagnare l'interno dell'edificio. Nello scontro resta ferito anche un agente. Il gruppo riesce a barricarsi nella zecca dove Tokyo, disperata, riesce a trascinare anche Rio. Tra gli ostaggi ci sono il direttore della zecca Arturo Roman; la sua segretaria e amante, Monica Gaztambide, incinta di lui (il quale alla rivelazione era rimasto negativamente scioccato); e un gruppo di studenti minorenni di una scuola inglese, tra cui Alison Parker, figlia dell'ambasciatore britannico, che risulterà essere centrale per il piano.

Episodio 2
Trama
Rio è vivo, è solo ferito alla testa. Berlino, al telefono con il Professore, gli rivela che Tokyo e Rio hanno una relazione, ma lei smentisce tutto. Rio, invece, quando sono soli, conferma a Berlino che ama Tokyo. Cominciano a esserci dei flashback ambientati nei cinque mesi di addestramento con il Professore. Nel frattempo la polizia prende le dovute contromisure e invia sul posto come negoziatrice l’ispettrice Raquel Murillo, una donna con problemi professionali e personali: vive con l'anziana madre e con sua figlia Paula, è separata da poco e ha denunciato per maltrattamenti l'ex marito, genio della Scientifica, che ora ha una relazione con sua sorella. Il braccio destro dell'ispettrice è Angel Rubio, segretamente innamorato di lei; inoltre la donna deve sottostare agli ordini del colonnello Prieto, a capo dei servizi segreti.

Tra il Professore e la polizia si avvia un lento processo di negoziazione, ma il Professore si dimostra sempre un passo avanti rispetto alle autorità.

Mentre la polizia cerca di entrare nella zecca da diverse angolazioni, Alison Parker, sotto minaccia di una pistola, effettua una chiamata al quartier generale della polizia e rivela che i rapinatori hanno fatto vestire gli ostaggi uguali a loro, con la tuta rossa e la medesima maschera di Dalì, fornendoli di armi finte: è impossibile dunque distinguere sequestratori da ostaggi. Per non provocare spargimenti di sangue inutili, la polizia per il momento si ritira e rinuncia a fare irruzione. All'interno della zecca, sotto la direzione di Nairobi, le macchine per stampare denaro vengono messe in funzione ed iniziano a fabbricare pezzi da 50 euro a ritmo vertiginoso: l'obiettivo è raggiungere la somma di 2.400 milioni di euro. L'idea del Professore è che l'opinione pubblica non li odierà per il gesto, perché non è un furto diretto ai soldi personali.

Raquel, amareggiata per come stanno andando le cose e per gli scontri continui con il colonnello Prieto, decide di andare in un bar, da cui prova a chiamare sua madre, ma ha la batteria del cellulare scarica, così un uomo seduto lì vicino le porge il suo powerbank perché possa telefonare: quell'uomo è il Professore.

Episodio 3
Trama
Sabato, ore 6:25. Sono passate 20 ore dall'inizio della rapina.

Il gruppo assegna a ognuno degli ostaggi del lavoro da svolgere: stampare i soldi o scavare un tunnel per scappare. Nel frattempo Raquel Murillo nel bar, usando sempre il cellulare del Professore, anticipa ai suoi superiori al telefono che intende dimettersi qualora l'operazione venisse influenzata da Prieto e dai suoi interessi diplomatici.

Monica Gaztambide, sotto minaccia delle armi, esce con un gruppo di sequestratori e di ostaggi travestiti con maschere e tuta per rilasciare una dichiarazione in cui i sequestratori si scusano per aver ferito dei poliziotti e chiedendo alla polizia di non entrare nella zecca e di non sparare. La polizia intuisce quale tra gli uomini mascherati che circondano Monica potrebbe essere un sequestratore, ma Rubio ordina di non sparare e di attendere. Gli ostaggi chiedono medicinali, richiesta che viene inoltrata alla polizia: Monica Gazttambide chiede una pillola abortiva: non vuole tenere il bambino di Arturo, che sembra preferire la vita coniugale.

Ad Alison Parker viene permesso di rilasciare un video per i suoi genitori sotto sorveglianza di Rio. All'arrivo di Tokyo, Rio inizia a discutere con lei della loro relazione, e Alison ne approfitta per accendere il proprio cellulare e tentare di cancellare la foto osé su Instagram. La polizia rintraccia il segnale: tramite le telecamere del telefono individuano un'immagine di Rio confrontandola con gli archivi: il suo nome è Anibal Cortes. La polizia, analizzando i video della sorveglianza interna della zecca dei mesi precedenti, riesce a risalire anche a Tokyo e scoprono che il suo vero nome è Silene Oliveira. Gli agenti vengono incaricati di scandagliare altri video di sorveglianza per rivelare dettagli utili alle indagini.

Intanto Raquel decide di tornare in servizio, contatta il Professore e gli rivela di conoscere l'identità di Rio, che hanno immagini dall'interno relative ai 67 telefoni cellulari, ritirati ai sequestrati e attaccati al muro e dando al gruppo un’ora di tempo per arrendersi. Il Professore contatta subito Berlino dicendogli di trovare immediatamente il telefono di Alison: dopo un acceso scontro verbale in cui Rio ammette la sua distrazione, Berlino ordina a Oslo ed Helsinki di picchiarlo.

Il Professore nuovamente incontra "casualmente" Raquel Murillo nello stesso bar: la donna, insospettita dalle domande dell'uomo sulla rapina, lo immobilizza pensando che sia un giornalista a caccia di scoop. Il Professore le dice di chiamarsi Salvador Martin, di non essere affatto un giornalista, ma un semplice frequentatore abituale di quel locale, e anche il barista conferma. Raquel esce pertanto dal locale imbarazzata e turbata per la propria reazione.

Berlino scopre che Monica Gaztambide nasconde addosso un cellulare e se la prende con Denver, il quale le aveva prestato dei soldi per impedirle di abortire, perché era lui ad avere l'incarico di sorvegliarla: gli ordina perciò di ucciderla.

Tokyo reagisce irata alla scoperta delle percosse su Rio: comincia a sparare alle telecamere accese che il Professore può controllare dall'esterno e afferma che ucciderà il prossimo che toccherà Rio. In un momento di tensione tra la donna, Oslo, Helsinki e Berlino, il Professore al telefono dice a Tokyo che la sua storia d'amore con Rio è stata causa di guai: la polizia ha scoperto l'identità proprio di loro due, e la loro foto è su tutti i telegiornali.

Denver non trova il coraggio per uccidere l'ostaggio e spara alla coscia di Monica senza assassinarla.

Episodio 4
Trama
Sabato, ore 12:25. Sono passate 26 ore dalla rapina.

Tutti sentono lo sparo provocato da Denver e gli ostaggi hanno paura. L'uomo infatti fa credere a Berlino di aver ucciso Monica, che in realtà nasconde in un caveau. Monica non ha preso la pillola abortiva. Berlino comunica a tutti gli altri che Denver ha ucciso Monica.

La madre dell'ispettore Murillo, sfaccendando in casa, apre un armadio, vede una miriade di post-it attaccati all'interno delle ante: sono tutti piccoli promemoria relativi alla sua vita quotidiana, poiché la donna soffre di un principio di Alzheimer. Uno dei post-it le ricorda che nei confronti di suo genero c'è una ordinanza restrittiva che gli impedisce di avvicinarsi alla bambina: tuttavia, a causa della malattia, si è scordata di impedirglielo, e l'ha appena consegnato all'ex genero. Non trovando la figlia al cellulare, la donna la cerca al numero da cui era stata contattata la sera prima: quello del Professore. L'uomo si dirige al quartiere generale della polizia.

Intanto Raquel spiega al colonnello Prieto di aver intuito che il piano dei rapinatori non consiste nel rubare il denaro che sta all'interno, ma nel fabbricarne dell'altro, in grande quantità: le trattative servivano loro solo per guadagnare tempo e stampare banconote.

Il Professore, che per Raquel è semplicemente Salvador, comunica a Raquel della telefonata: la donna viene a sapere che sua madre ha consegnato la nipotina Paula al padre: scappando trafelata a casa, scambia erroneamente il proprio telefono con quello di Salvador.

In un flashback si approfondisce il rapporto tra Denver e suo padre, Mosca: costui ha lavorato in miniera, per poi licenziarsi per problemi di salute e darsi ai furti, entrando e uscendo di continuo di prigione. Denver, che spaccia droga, va a prelevarlo dalla prigione e gli confessa di aver subito un furto, provocando le ire di un pezzo grosso dello spaccio. I due sono estremamente legati, infatti Mosca, venuto a conoscenza dell'assassinio del figlio, ha un attacco di panico: l'uomo sperava di poter svoltare con questo enorme furto, e tutto s'aspettava tranne che il figlio diventasse un omicida.

Intanto Raquel incontra Salvador al solito bar per restituirgli il suo telefono, ma finisce per raccontargli la sua storia personale con il suo ex marito.

Mosca decide di consegnarsi alla polizia: ma Denver blocca il suo intento confessandogli la verità. Mosca ha bisogno di respirare (dopotutto sono reclusi da quasi 30 ore), così Denver obbliga un gruppo di ostaggi a salire sul tetto, tutti mascherati, per far respirare il padre. Questo tuttavia genera un attacco da parte della polizia, causato anche dall'ira di Arturo per l'uccisione di Monica: la polizia colpisce uno di loro, che è proprio Arturo.

Episodio 5
Trama
Sabato, ore 18.00. Sono passate 32 ore dalla rapina.

Gli ostaggi e i sequestratori portano Arturo Roman nuovamente dentro alla zecca, cercano di ricordare i rudimentali insegnamenti di anatomia del Professore ma la ferita è troppo grave: è necessario chiedere alla polizia un aiuto medico, così negoziano per introdurre due medici e un infermiere. Ad Arturo viene anche permesso di parlare con sua moglie al telefono. Monica, ancora gravemente ferita, cerca di fuggire.

Raquel è affranta e si sente responsabile perché è stata lei a dare l'ordine di sparare ai tiratori scelti. In una chiamata a sua madre, questa la rincuora, incitandola a prendere la vita con più leggerezza e invitandola a ricontattare l'uomo del cellulare, con cui sembra esserci affinità: Salvador.

In un flashback si scopre che Nairobi ha un figlio di 7 anni che si chiama Axel, dato ad una famiglia affidataria dall'età di tre anni e mezzo perché lei spacciava droga. Nairobi sa che Axel sta bene e che abita alle Canarie: il suo progetto è andare a riprenderselo dopo il colpo e godersi l'agiatezza. Nairobi, inoltre, confida a Tokyo che le piace il Professore.

Denver e Mosca trovano Monica e la riportano alla postazione segreta nella camera blindata, informandola dello scontro a fuoco. Monica chiede di potergli consegnare un biglietto in cui le fa sapere che è viva e che ha deciso di non abortire. Denver e Mosca, medicando Monica, si rendono conto che il proiettile va al più presto tolto dalla gamba, altrimenti la ragazza finirà col morire per una infezione. Denver e Mosca decidono di sottrarre strumenti medici per curarla.

Il viceispettore Rubio decide di infiltrarsi come infermiere nella équipe medica, mentre due poliziotti cercheranno di penetrare all'interno dal condotto di ventilazione, vestiti come i sequestratori e con la stessa maschera di Dalì per confondersi con gli ostaggi.

Arturo parla al telefono con sua moglie Laura, dichiarandole tutto il suo amore, ma rivolgendosi alla fine con il nome di Monica.

Entrano i medici: il Professore riconosce subito l'ispettore Rubio; contatta così Berlino. Il gruppo, con una scusa, prende gli occhiali di Rubio installandoci all'interno una cimice. D'ora in avanti il Professore sentirà tutto ciò che verrà detto dalla polizia.

Episodio 6
Trama
Sabato, ore 18.31. Sono passate 32 ore e mezza dalla rapina.

Denver cerca di rubare un bisturi ai chirurghi venuti per operare Arturo, ma gli cade il biglietto di Monica, che viene recuperato da Nairobi: la donna scopre la verità. Trovata la donna, aiuta Denver e Mosca ad operarla, invece di denunciarli a Berlino.

Nel frattempo i due poliziotti nel condotto stanno per entrare. Il Professore, tramite strumenti tecnologici, capisce che c'è un tentativo di incursione e ordina a Berlino di attuare uno dei tanti piani progettati: tutti gli interni alla zecca cambiano maschera, in modo da stanare i poliziotti introdottisi. Terminata l'operazione, i medici e Rubio informano Raquel della contromossa, la quale ritira i due infiltrati. Rubio è diventato l'inconsapevole talpa nella polizia.

Alison cerca di tranquillizzare Rio, col velato intento di rubargli un fucile: pur riuscendoci, il ragazzo riesce a immobilizzarla (anche se più tardi verrà slegata).

Un flashback rivela che il Professore è stato a lungo malato, è totalmente impacciato con le donne e avulso dai rapporti relazionali: Tokyo, nel casale di Toledo, lo provoca ponendogli domande personali e intime. Il Professore dichiara che l'idea del colpo alla zecca è di un'altra persona, non sua.

Il gruppo accende la televisione per vedere che cosa i media internazionali dicessero di loro e della loro impresa, ma Rio rimane turbato dall'intervista dei suoi genitori, i quali lo considerano un terrorista e dichiarano di ritenerlo morto.

Il viceispettore Rubio, complice stanchezza e alcool, chiama Raquel, mostrandosi indispettito: pur avendo avuto un'avventura, otto anni prima, la donna pare non considerarlo come uomo, mentre Rubio se n'è innamorato e lascerebbe sua moglie Mari Carmen per lei; inoltre Raquel si dichiara attratta da Salvador. Anche sua madre la spinge a interessarsi a Salvador.

Viene mostrata una mano di Berlino tremare vistosamente, e Berlino stesso iniettarci un farmaco per placare il tremito. Berlino viene raggiunto da Tokyo, che lo obbliga a contattare il Professore per informarlo dell'uccisione di Monica, contravvenendo alla condizione principale perché il colpo potesse avere successo, come nelle intenzioni iniziali. Dalla telefonata si scopre che Berlino e il Professore si conoscono da molti anni.

Episodio 7
Trama
Domenica, ore 8:35. Sono passate 46 ore dalla rapina.

Raquel e il resto della squadra guardano i passati video di sorveglianza della zecca per recuperare altre informazioni utili: in effetti, grazie ai filmati, si riesce a risalire al modello della macchina con cui Rio e Tokyo sono arrivati alla zecca: l'auto del Professore, una vecchia Seat Ibiza del 1992.

In un flashback il Professore racconta a Tokyo che sua madre è morta di infarto: per questo motivo l'uomo è titubante all'idea di mandarla a fare un giro di perlustrazione alla zecca insieme a Rio, come stabilito, perché teme che possa approfittare dell'occasione per andare a dire addio a sua madre. La ragazza comunque accetta e, in un bagno della zecca, si sfoga con Rio. Si scopre inoltre che Helsinki è omosessuale. Pochi giorni dopo la visita, il Professore incarica Helsinki di distruggere l'auto (dandogli 1000 euro) ma l'uomo si intasca il denaro mentendo al capo. Nel presente, il Professore scopre la verità: la sua auto è ancora integra in uno sfasciacarrozze, piena di proprie impronte.

Raquel contatta il Professore e gli chiede di liberare otto ostaggi, dandogli un'ora di tempo per riflettere. Il Professore corre allo sfasciacarrozze per tentare di ripulire l'auto: si introduce di nascosto, viene inseguito dal guardiano, che è russo, ma riesce a scappargli. Durante vari e concitati momenti della fuga, viene chiamato da Raquel, e si accordano per cenare assieme.

All'interno della zecca Berlino dimostra il suo sadismo: comunica agli ostaggi di aver informato "un amico all'esterno" della morte di Monica, sconvolgendolo: Berlino confessa che vorrebbe riuscire a provare emozioni e isola una studentessa, Silvia. In realtà la ragazza viene solo legata e imbavagliata, ma così facendo instilla la paura nelle compagne.

Trascorsa l'ora stabilita, Raquel richiama il Professore: questi le comunica otto nomi di studentesse, tra cui non figura Alison. I due si mettono d'accordo per liberare Alison invece delle otto ragazze, anche se l'idea è di Prieto. La conversazione viene registrata dal Professore, inviata a Tokio che la inoltra ai mass-media: e l'opinione pubblica condanna la scelta della donna, scelta che in realtà lei stessa trova riprovevole.

Il Professore fa un secondo tentativo allo sfasciacarrozze: riesce a raggiungere la Seat e a cancellare le impronte con alcool e ammoniaca, nascondendo un bottone della giacca di Berlino, per punirlo per l'uccisione di Monica (il Professore conserva un oggetto per ogni complice, ciascuno col proprio DNA o impronte). Per un soffio, riesce a fuggire travestendosi da barbone strappandosi i vestiti, sporcandosi la faccia, rompendosi un labbro e urinandosi addosso. La polizia rinviene il bottone ma capisce che le impronte sono state cancellate poco prima.

Episodio 8
Trama
Domenica, ore 12:06. Sono passate 50 ore dalla rapina.

I media sono molto critici nei confronti della scelta operata dall'ispettore Murillo, che ha rinunciato a liberare gli otto giovani ostaggi. La figlia Paula esprime alla madre il desiderio di andare a vivere con il padre.

Dai flashback si scopre che il Professore ha calcolato un lavoro di 10 giorni prima di stampare tutto il denaro e scavare un tunnel di fuga. È certo che, alla fine, l'opinione pubblica sarà dalla loro parte, così come è stata dalla parte degli Indignados nel 2011.

Nel presente la polizia risale all'identità di Berlino, proprietario del bottone trovato nella Seat: il suo vero nome è Andreas de Fonollosa, ladro di gioielli e diamanti. È il terzo nome della banda a essere riconosciuto dalla polizia. La donna decide di divulgare che Andres de Fonollosa è un ladro, ma anche stupratore, sfruttatore di minorenni e prostituite. Il Professore, che ascolta tutto di nascosto, è sempre più affascinato dalla donna, ma disapprova la sua mossa. Il suo profilo psicologico rivela il suo narcisismo, maniaco di grandezza, con una totale assenza di empatia e un enorme senso dell'onore. Raquel capisce che la cancellazione delle impronte pochi istanti prima non è stata un caso, né la presenza del barbone: è chiaro che il cervello dell'operazione era il barbone, sfuggito per pochi istanti. La donna interroga un compagno di cella di Andres de Fonollosa, scoprendo che faceva uso di Retroxil, un farmaco che tenta di combattere una rara malattia neuro degenerativa: in pratica, Berlino ha pochi mesi di vita ed è un sadico: è un uomo che non ha nulla da perdere. Raquel viene messa in contatto col custode russo dello sfasciacarrozze, che è in grado di fornire un identikit.

Tra Monica e Denver si instaura un rapporto di sempre maggiore attrazione.

Mercedes Colmenar, insegnante della scolaresca di Alison chiede di poter parlare in privato con Berlino in ufficio: qui chiede, senza ottenerlo, che la sua alunna Silvia venga riunita agli altri compagni. In un attimo di distrazione Mercedes riesce a rubare un paio di forbici e le nasconde nella tuta. Nairobi informa Berlino che la sua identità è stata svelata.

Episodio 9
Trama
Domenica, ore 15.15. Sono passate 53 ore dalla rapina.

Monica si sveglia, vede Denver dormire e comincia ad accarezzarlo, ma poi si rende conto dell'errore che sta per commettere e si allontana da lui. Risvegliatosi, Denver la aiuta ad andare in bagno.

Berlino guarda la TV e ascolta le menzogne sulla sua persona: fraintendendo tutto, crede che la colpa sia di Denver: un flashback rivela che Denver aveva indossato la sua giacca mentre assieme a Nairobi, Rio e Tokyo volevano fuggire dalla tenuta per andare a festeggiare San Juan (notte di 23 giugno). Tornati alla tenuta, Denver flirtò con Tokyo ma venne interrotto dal padre, Mosca. Scocciato, Denver andò a dormire nell'auto con la giacca di Berlino. Nel presente, Berlino crede che il bottone sia stato perso in quel modo e che la sua diffamazione sia colpa sua: dopo aver malmenato Nairobi, va a cercarlo.

Mosca, che sta scavando la buca per la fuga, attacca Tokyo, accusandola di vivere la vita sempre al limite, non curandosi dei danni che provoca alle persone che ha intorno e che la amano; le dà dell'incosciente, della superficiale e dell'egoista. Tokyo si sfoga con Rio, che la consola.

Frattanto, il Professore si introduce in una macchina della polizia forzandone la portiera, usa la ricetrasmittente, capta la frequenza della radio del quartier generale in cui in quel momento il custode dell'autodemolizione sta ultimando il suo identikit e inizia a minacciare di morte la famiglia dell'uomo, parlando in russo per non farsi comprendere da altri se non da lui. Il custode, spaventatissimo, cancella così l'identikit fatto fino a quel momento.

Lo trova proprio mentre fa la guardia a Monica, che viene scoperta ancora viva. Dopo un momento di alta tensione tra Berlino, Denver, Nairobi, Helsinki e Oslo (tutti armati), Berlino decide di risparmiare sia Monica che Denver. Arriva Tokyo, che lo informa di una chiamata del Professore: è ora di passare al "piano Valencia", una finta sparatoria.

Raquel contatta il Professore, il quale giustifica gli spari dicendo che pensavano che alcune armi si fossero bagnate e loro volevano provarne il funzionamento. L'ispettore però vuole la prova che tutti gli ostaggi siano vivi e stiano bene, e concede loro solo un'ora per farlo.

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